EUCARISTIA: MISTERO DI FEDE

 

“Colui che mangerà di me vivrà per Me" (Gv 6,57)

Esposizione del Santissimo

Canto

Preghiera di adorazione

  O Divina Eucaristia, ti amo, ti adoro, ti lodo e ti ringrazio.

  Prigioniero per me nel Ss.mo Sacramento, schiavo d'amore sotto le specie sacramentali, vittima perenne per me, io mi metto sotto i tuoi raggi, o Sole Divino.

  O Ss.ma Ostia, tu che sei il mio desiderio e l'unico respiro della mia vita, purificami, incendiami, rendimi una sola cosa con te, uniscimi in ogni istante alla tua Ss.ma volontà.

  O Gesù Eucaristia tu mi hai creato per te ed io voglio vivere per te, scendi sempre nella mia anima.

O Maestro adorato, vorrei essere tutti i giorni e tutte le notti davanti a questo tabernacolo e contemporaneamente davanti a tutti i tabernacoli del mondo, per ascoltare, accogliere e meditare assieme a tua Madre, aurora dell'Eucaristia, tutte le cose che tu m'insegni da questa cattedra d'Amore. Amen.

(Preghiera composta con testi di Madre Candida)

Introduzione al tema

Prima lettura

Dall'Enciclica Ecclesia de Eucharistia di Giovanni Paolo II

L'incorporazione a Cristo, realizzata attraverso il Battesimo, si rinnova e si consolida continuamente con la partecipazione al Sacrificio eucaristico, soprattutto con la piena partecipazione a esso che si ha nella comunione sacramentale. Possiamo dire che non soltanto ciascuno di noi riceve Cristo, ma che anche Cristo riceve ciascuno di noi. Egli stringe la sua amicizia con noi: «Voi siete miei amici» (Gv 15,14). Noi, anzi, viviamo grazie a Lui: «Colui che mangia di me vivrà per me» (Gv 6,57). Nella comunione eucaristica si realizza in modo sublime il «dimorare» l'uno nell'altro di Cristo e del discepolo: «Rimanete in me e io in voi» (Gv 15,4). Così l'Eucaristia si pone come fonte e insieme come culmine di tutta l'evangelizzazione, poiché il suo fine è la comunione degli uomini con Cristo e in Lui col Padre e con lo Spirito Santo. (22)

Salmo 22 - Il Signore è il mio pastore

Rit. Luce ai miei passi sei tu Signore

Il Signore è il mio pastore:* non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare,* ad acque tranquille mi conduce.

Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,* per amore del suo nome.

Se dovessi camminare in una valle oscura,t non temerei alcun male,* perché tu sei con me, Signore.

Il tuo bastone e il tuo vincastro,* mi danno sicurezza. Davanti a me tu prepari una mensa; sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo.* Il mio calice trabocca.

Felicità e grazia mi saranno compagne* tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore* per lunghissimi anni.

Rit. Luce ai miei passi sei tu Signore

 

Seconda lettura

Dagli Scritti della Beata Maria Candida dell'Eucaristia

O mio Diletto Sacramentato, io ti vedo, io ti credo! Benché a me nascosto da sacri veli eucaristici, dal dolce Ciborio, dalla porticina del Tabernacolo: io ti vedo, io più ti credo!

O Santa fede!

Contemplare con doppia fede il nostro Diletto nel Sacramento, vivere di Lui, che ogni giorno viene, restare con Lui nell'intimo dell'anima nostra, ecco la nostra vita! Quanto più intensa sarà questa vita intima, tanto più noi saremo carmelitane e faremo progresso nella perfezione. Questo contratto, questa unione con Gesù è tutto: quali frutti di virtù non ne derivano! Bisogna farne l'esperienza. Vivere con Gesù è vivere delle stesse virtù sue, è ascoltare la dolcissima voce, l'amorosissima volontà, e subito ubbidire, presto accontentarlo! 1 nostri occhi che si chiudono, nell'ansia amorosa di ritrovare Lui, di contemplarlo in fondo al nostro cuore: non è il bisogno che ci ha lasciato la S.ma Comunione del mattino? Non è l'attrazione di Lui, che vi è rimasto, che là vive? Il Ciborio dei santo Tabernacolo e il ciborio del nostro cuore, io non saprei dividerli! Oh quante volte, pur trovandoci in coro davanti a Lui sacramentato, fosse anche esposto, noi proviamo il grande bisogno d'internarci in noi, e là ritrovare e restare col nostro Gesù!

Quale mistero d'amore, questa intimità con il nostro Diletto! Io vi rifletto, a volte, commossa, dandone lode all'Amore! E commossa la rimiro.

Stare presso il nostro Dio sacramentato, come i beati stanno in Cielo, nella visione del sommo Bene, è quello che dobbiamo fare, secondo la nostra santa Madre Teresa.

Sette volte al giorno, noi circondiamo il trono del nostro Bene, il sacro Tabernacolo, recitando le divine lodi: oh, quanta fede merita così alta azione!

Se penetrassimo davvero quei veli eucaristici, non ci troveremmo, subito, dinanzi all'Altissimo? Allora, quale rispetto, quale attenzione, quale annichilimento! Chi oserebbe fermarsi in altro pensiero, o permettersi uno sguardo, un pò di comodo? E perché il nostro Dio non riscuoterà da noi tanta fede in tanta realtà? La genuflessione, l'inclinazione, non siano mai per noi un atto macchinale: lo sguardo si slanci fino a Lui, e l'adorazione, l'amore, tutto accompagni e abbellisca.

 

Riflessione personale

 

Vangelo (Gv 6,48-58; 22-72)

Dal Vangelo secondo Giovanni

Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo.

Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?» Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne dei figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, cosi anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno.

 

Parola del Signore.

 

Commento

L'atto di fede nell'Eucaristia tende a tradursi nella vita, così come la celebrazione eucaristica tende a diventare vita vissuta. Così, credere nell'Eucaristia e celebrarla spinge necessariamente a viverla. Afferma san Leone Magno in un discorso sulla Passione: «Non altro opera la partecipazione al corpo e al sangue di Cristo che farci passare in ciò che assumiamo», cioè farci diventare Eucaristia vissuta, attuata nella vita di ogni giorno. Ciò significa che l'Eucaristia è veramente creduta come «mistero di fede» ed è veramente celebrata come ri-presentazione, attualizzazione e memoria del mistero pasquale della morte e della risurrezione di Gesù soltanto se, e nella misura in cui, si traduce in una vita modellata sul mistero eucaristico creduto e celebrato. (G. De Rosa)

Canto

Invocazioni

Cristo nella Cena pasquale ha donato il suo Corpo e il suo Sangue per la vita del mondo. Riuniti nella preghiera di lode, invochiamo il suo nome:

-         Cristo, pone del cielo, da' a noi la vita eterna.

Cristo, Figlio dei Dio vivo, che ci hai comandato di celebrare l'Eucaristia in tua memoria,

-        fa' che partecipiamo sempre con fede e amore a beneficio di tutto la Chiesa.

Cristo, unico e sommo sacerdote, che hai affidato ai tuoi sacerdoti i santi misteri,

-        fa' che essi esprimono nello vita ciò che celebrano nel sacramento.

Cristo, che unisci in un solo corpo quanti si nutrono di uno stesso pane,

-         accresci nella nostra comunità la concordia e la pace.

Cristo, che nell'Eucaristia ci dai il farmaco dell'immortalità e il pegno della risurrezione,

-        dono la salute agli infermi e il perdono ai peccatori.

Cristo, che nell'Eucaristia ci dai la grazia di annunziare la tua morte e risurrezione fino al giorno della tua venuta,

-        rendi partecipi della tua gloria i nostri fratelli defunti.

 

Padre nostro

 

Orazione

Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero dei tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Comunione Eucaristica

" Se non puoi ricevere Gesù Ostia sacramentalmente Puoi comunicarti spiritualmente, la qualcosa è assai vantaggiosa così in Te si imprime molto dell'amore di nostro Signore"  (S. Teresa d'Avila).

Comunione Spirituale

Tu che il mio nulla ben comprendi, o Dio, non temi di abbassarti fino a me! Sacramento adorato, nel mio cuore scendi che anela a te. Vorrei che la tua bontà, dopo tal dono, mi concedesse di morir d'Amore! Odi, Gesù, il grido che tenero ti invio, vieni nel cuore mio!

(Santa Teresa di Gesù Bambino)

Preghiera di ringraziamento

O Gesù, Ostia immacolata che sei venuto in me, cibo divino della mia anima, trasformami in Te per divenire per Te e con Te un'Ostia pura, dolcissima e santa.

Mio Dio e mio tutto, tu ti sei unito non soltanto alla mia anima, ma anche alla mia carne. Così ti sento mio, o mio Signore, e vorrei che tu, Ostia santa, restassi nel mio cuore come dentro un ostensorio.

Ti benedico, mio Signore e mio Dio, per aver creato nella tua straordinaria carità, un modo così tenero per donarti a me e lasciarti possedere interamente da me, così da vivere con te nell'intimo di me stesso.

O Maria, Aurora dell'Eucaristia e Madre mia tenerissima, ti ringrazio per avermi dato Gesù nato dalla tua carne. Amen.

(Preghiera composta con testi di Madre Candida)  

Canto

Benedizione Eucaristica

 

Dio sia benedetto.

Benedetto il suo santo nome.

Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.

Benedetto il nome di Gesù.

Benedetto il suo sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo Sacramento dell'altare

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.

Benedetta la sua santa ed immacolata Concezione.

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe, suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

Canto finale

 

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7

Introduzione

Mistero di fede.

Dono di Amore.

Seme di speranza.

Lode di gloria al Padre.

Vita della chiesa.

Vita con Maria.

 

 

 

Pagine curate, da un laico della diocesi di Ragusa, per incarico delle Carmelitane scalze della città

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