EUCARISTIA: DONO DI AMORE

 

"Si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero" 

(Lc 24,31)

 

Esposizione del Santissimo

 

Canto

 

Preghiera di adorazione

 

O Divina Eucaristia, ti amo, ti adoro, ti lodo e ti ringrazio.

 

Prigioniero per me nel Ss.mo Sacramento, schiavo d'amore sotto le specie sacramentali, vittima perenne per me, io mi metto sotto i tuoi raggi, o Sole Divino.

 

O Ss.ma Ostia, tu che sei il mio desiderio e l'unico respiro della mia vita, purificami, incendiami, rendimi una sola cosa con te, uniscimi in ogni istante alla tua Ss.ma volontà.

 

O Gesù Eucaristia tu mi hai creato per te ed io voglio vivere per te, scendi sempre nella mia anima.

 

O Maestro adorato, vorrei essere tutti i giorni e tutte le notti davanti a questo tabernacolo e contemporaneamente davanti a tutti i tabernacoli del mondo, per ascoltare, accogliere e meditare assieme a tua Madre, aurora dell'Eucaristia, tutte le cose che tu m'insegni da questa cattedra d'Amore. Amen.

 

(Preghiera composta con testi di Madre Candida)

 

 

Introduzione al tema

 

Prima lettura

 

Dall'Enciclica Ecclesia de Eucharistia di Giovanni Paolo II

 

«Mysterium fidei! - Mistero della fede!». Quando il sacerdote pronuncia o canta queste parole, i presenti acclamano: «Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua resurrezione, nell'attesa della tua venuta». In queste o simili parole la Chiesa, mentre addita il Cristo nel mistero della sua Passione, rivela anche il suo proprio mistero: Ecclesia de Eucharistia.

... Contemplare Cristo implica il saperlo riconoscere dovunque Egli si manifesti, nelle sue molteplici presenze, ma soprattutto nel Sacramento vivo del suo corpo e dei suo sangue. La Chiesa vive del Cristo eucaristico, da Lui è nutrita, da Lui è illuminata. L'Eucaristia è mistero di fede e insieme «mistero di luce». Ogni volta che la Chiesa la celebra, i fedeli possono rivivere in qualche modo l'esperienza dei due discepoli di Emmaus: «Si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero» (Lc 24,31).

 

Salmo 117 - Celebrate il Signore perché è buono

 

Rit. Abbiamo contemplato o Dio, le meraviglie del tuo amore

 

Celebrate il Signore, perché è buono;* perché eterna è la sua misericordia.

Dica Israele che egli è buono:* eterna è la sua misericordia.

 

Lo dica la casa di Aronne:* eterna è la sua misericordia.

Lo dica chi teme Dio:* eterna è la sua misericordia.

 

Nell'angoscia ho gridato al Signore;* mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo.

Il Signore è con me, non ho timore;* che cosa può farmi l'uomo?

 

Il Signore è con me, è mio aiuto,* sfiderò i miei nemici.

meglio rifugiarsi nel Signore* che confidare nell'uomo. meglio rifugiarsi nel Signore* che confidare nei potenti.

 

Grida di giubilo e di vittoria,* nelle tende dei giusti:

la destra del Signore ha fatto meraviglie, la destra del Signore si è alzata la destra del Signore ha fatto meraviglie.

 

Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,*

sei il mio Dio e ti esalto.

 

Celebrate il Signore, perché è buono:*

eterna è la sua misericordia.

 

Rit. Abbiamo contemplato o Dio, le meraviglie del tuo amore

 

Seconda lettura

 

Dagli Scritti della Beata Madre Maria Candida dell'Eucaristia

 

Gesù mio, quanto ti amo: è un amore immenso che sta racchiuso nel mio cuore per te, o Amore sacramentato. Il cuor mio si strugge per tenerezza verso di te. Misura quanto vuoi, o Signore, questo mio amore: misura! Quando avrai tanto, ma tanto misurato, quando ti parrà d'aver finito, là dovrai ricominciare! E questo tante volte, sempre, perché con amore infinito (perdonami) io ti amo! O Santo Amore!

Quanto grande è l'amore di un Dio fatto pane per le anime, un Dio fatto prigioniero per me!

 

Perché all'Amore che brucia per noi nel divin Sacramento non corrisponde tutto l'amore dei nostri cuori? Non sentite voi il flusso d'amore che dal Sacro Tabernacolo arriva fino a noi? Non lo sentite?

 

Quale premura dovrebbe essere la nostra di trovarci là ove l'amore tiene imprigionato per noi il nostro Diletto! Oh amiamolo, amiamolo fino alla follia: a forza di accostarci al fuoco, arriveremo ad esserne attaccati! Cerchiamo con l'amata presenza, quello sguardo divino, anche per un solo istante.

 

Riflessione personale

 

Vangelo (Lc 24,13-32)

 

Dal Vangelo secondo Luca

 

Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerLo. Ed Egli disse loro: "Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla Parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?" E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le scritture ciò che si riferiva a Lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: "Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino". Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma Lui sparì dalla loro vista.

 

Parola del Signore.

 

Commento

 

Effetto della comunione eucaristica, in quanto è partecipazione al Corpo e al Sangue di Gesù, è la mutua inabitazione di Cristo nel credente e del credente in Cristo: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui» (Gv 6,56). Si noti che nel Vangelo di Giovanni il verbo «dimorare» indica l'ultima appartenenza che lega il Figlio Gesù al Padre: «Il Padre che abita in me compie le sue opere» (Gv 14,10): in tal modo l'ininterrotta comunione di Gesù con il Padre fa sì che la paro di Gesù sia la parola dei Padre e le opere di Gesù siano opere del Padre. Perciò, Cristo, dimorando in mezzo uomini, porta la parola e la grazia del Padre.

In secondo luogo il verbo «dimora», quando è riferito al rapporto di Gesù con il credente e viceversa, significa l'intima comunione che si stabilisce tra Gesù e chi lo riceve sacramentalmente, in forza della quale il fedele partecipa, non solo all'amore di Cristo, ma ciò che egli è, al suo amore al Padre e agli uomini, alla sua incarnazione. alla sua morte e resurrezione, per mezzo dello Spirito che Cristo gli dona. San Cirillo di Gerusalemme giunge  ad affermare: «Nel segno del pane ti vien dato il corpo e il sangue di Cristo tu diventi concorporeo e consanguineo di Cristo. Avendo ricevuto in noi il suo corpo e il suo sangue, ci trasformiamo in portatori di Cristo, anzi, secondo san Pietro, diventiamo "partecipi della natura divina Il (2 Pt 1,4). (G. De Rosa)

 

Canto

 

Invocazioni

 

Cristo è il pane della vita. La Chiesa acclama con gioia:

- Beato chi siede olla tua mensa, Signore.

 

Cristo, sacerdote della nuova ed eterna alleanza, che sulla croce hai offerto al Padre il sacrificio perfetto

- insegna anche ci noi ad offrirlo degnamente insieme a te.

 

Cristo, re di giustizia e di pace, che sotto i segni del pane e dei vino ci hai dato il memoriale della tua immolazione sulla croce,

 

- accetta  anche noi come offerta ci Dio gradito.

 

Cristo, che hai voluto perpetuare, in ogni parte della terra, la tua offerta pura e santa,

-fa' che quanti si nutrono di un unico pane siano uniti in un solo corpo.

 

Cristo. che nutri la tua Chiesa con il sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue

- fa' che, rinvigoriti da questo cibo, giungiamo al tuo monte santo.

 

Cristo, invisibile ospite del nostro banchetto, che stai alla porta e bussi

- vieni da noi, cena con noi e noi con te.

 

Padre Nostro

 

Orazione

 

Donaci, o Padre, la luce della fede e la fiamma del tuo amore. perché adoriamo in spirito e verità il nostro Dio e Signore, Cristo Gesù, presente in questo santo sacramento. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

Comunione Eucaristica

 

Comunione Spirituale

 

" Se non puoi ricevere Gesù Ostia sacramentalmente Puoi comunicarti spiritualmente, la qualcosa è assai vantaggiosa così in Te si imprime molto dell'amore di nostro Signore"

(S. Teresa d'Avila).

 

Tu che il mio nulla ben comprendi, o Dio, non temi di abbassarti fino a me! Sacramento adorato, nel mio cuore scendi che anela a te. Vorrei che la tua bontà, dopo tal dono, mi concedesse di morir d'Amore! Odi, Gesù, il grido che tenero ti invio, vieni nel cuore mio!

 

(Santa Teresa di Gesù Bambino)

 

 

 

Preghiera di ringraziamento

 

O Gesù, Ostia immacolata che sei venuto in me, cibo divino della mia anima, trasformami in Te per divenire per Te e con Te un'Ostia pura, dolcissima e santa.

 

Mio Dio e mio tutto, tu ti sei unito non soltanto alla mia anima, ma anche alla mia carne. Così ti sento mio, o mio Signore, e vorrei che tu, Ostia santa, restassi nel mio cuore come dentro un ostensorio.

 

Ti benedico, mio Signore e mio Dio, per aver creato nella tua straordinaria carità, un modo così tenero per donarti a me e lasciarti possedere interamente da me, così da vivere con te nell'intimo di me stesso.

 

O Maria, Aurora dell'Eucaristia e Madre mia tenerissima, ti ringrazio per avermi dato Gesù nato dalla tua carne. Amen.

 

(Preghiera composta con testi di Madre Candida)

 

Canto

 

Benedizione Eucaristica

 

DIO SIA BENEDETTO

 


Dio sia benedetto.

Benedetto il suo santo nome.

Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.

Benedetto il nome di Gesù.

Benedetto il suo sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo Sacramento dell'altare

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.

Benedetta la sua santa ed immacolata Concezione.

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe, suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

 

 Canto finale


 

1

2

3

4

5

6

7

Introduzione

Mistero di fede.

Dono di Amore.

Seme di speranza.

Lode di gloria al Padre.

Vita della chiesa.

Vita con Maria.

 

 

 

Pagine curate, da un laico della diocesi di Ragusa, per incarico delle Carmelitane scalze della città

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